Genesi di Kata Kumbas, di Massimo Senzacqua – Parte 2

Kata-Kumbas-port

La genesi di Kata Kumbas: seconda parte dell’inedito racconto sulla nascita del primo gioco di ruolo italiano, a un mese dall’uscita della nuova edizione!

Kata Kumbas sta per tornare! Il primo gioco di ruolo italiano è stato riadattato per il regolamento bestseller Savage Worlds da Umberto Pignatelli e vedrà la luce in una Edizione Selvaggia a Lucca Comics & Games 2015.

Massimo Senzacqua, uno dei due autori originari, è stato coinvolto nel rilancio del gioco fin dall’inizio e ci sta regalando settimana dopo settimana molte chicche e curiosità sulle prime due versioni del gioco.

Ed ecco quindi la seconda parte di questo resoconto esclusivo.

Genesi di Kata Kumbas – Parte 1

Genesi di Kata Kumbas – Parte 2: Gurdjieff e i Vendramini

Nel 1982 si consumò la separazione definitiva con Massimo L., soprannominato da allora Padre Ulpa. Padre perché era stato un pioniere dei GdR e aveva introdotto me e Ago (già ubriachi di boardgames e clienti avidi della Città del Sole) in questa dimensione fantastica del gioco; Ulpa perché aveva aggiunto al mostrario consolidato di D&D questa specie di canidi umanoidi, latranti e invadenti. E ce li propinava in ogni avventura. Un vero peccato, perché avrebbe sicuramente contribuito con la sua puntuta razionalità ad una stesura meno sgangherata del regolamento di Kata Kumbas. A proposito, la scelta di un sistema aperto e scombiccherato fu, già in partenza, intenzionale per essere allineata al mondo confuso e un po’ cialtrone di Rarte.

Le tre illuminazioni

Prima illuminazione: Agostino e Paolo B., suo amico poi illustratore delle più belle tavole della prima edizione del gioco, durante il footing mattutino al quale si sottoponevano con strazio, si imbatterono in un pulmino giallo, più o meno come quello dell’illustrazione qui sotto.

Genesi di Kata KumbasAgo, seguendo un pensiero laterale, manifestò tutta la soddisfazione nel verificare che anche ai Vendramini, finalmente, fosse data la possibilità di un’istruzione decorosa. Cominciò a descrivere le caratteristiche e le abitudini di questa razza ominide in via di estinzione con tale serietà e dovizia di particolari che Paolo B., sul momento, ritenne che le tossine accumulate nel duro cimento motorio avessero annebbiato il cervello del suo amico.

Genesi di Kata Kumbas 2La sera, però, si presentò alla consueta sessione di gioco con il disegno di un Vendramino chiamato Dozy, molto simile al generale Dozier, rapito dalle Brigate Rosse e liberato con un’azione di forza dai NOCS. Il perché della scelta del nome e del soggetto non fu mai rivelato e resta uno dei tanti misteri di Kata Kumbas.

In realtà dopo la “E” sulla scritta sul pulmino c’era in origine un punto e lo scuolabus faceva un servizio di navetta per l’Istituto Elisabetta Vendramini, una suora beatificata nel 1990.

Seconda Illuminazione: In quel periodo Agostino era attraversato da una sorta di crisi metafisica e da insospettati aneliti spirituali.

Monseiur Gurdjieff
Monseiur Gurdjieff

Le sue letture preferite erano i neoplatonici e Gurdjieff, il mistico armeno che ispirò profondamente anche Battiato.

Dai primi fu colpito dalla parola “κατα κυμβας” e da uno scritto che si richiamava al mito platonico della grotta; dal secondo assimilò alla sua maniera il concetto di “quarta via”, la Consapevolezza, raggiungibile per l’uomo percorrendo la strada del corpo (in KK la Forza), o del sentimento capace (in KK l’Abilità) o della mente (in KK la Conoscenza).

.

l

519o85+OiILTerza Illuminazione: La lettura dello splendido libro di Pederiali, La compagnia della selva bella, tanto diverso da Tolkien e da tutto il fantasy nordico (il fantasy, non “la fantasy” come scrivono ancora taluni che si ostinano ad assegnare al nome il genere femminile) aveva suscitato in me grandi emozioni e una domanda legittima: “Esiste un fantasy italiano o, quantomeno, un fantasy mediterraneo?Anche se la consapevolezza di un genere vero e proprio non era ancora ben consolidata, la risposta non poteva che essere affermativa.

Genesi di Kata Kumbas 3Il mio pensiero correva a Pinocchio, alla prefazione di Gianni Montanari all’imperdibile raccolta All’ombra degli dei (Mondadori), alle considerazioni di Calvino e Cirese sui racconti fantastici trasmessi per via orale. Si stava consolidando sempre di più l’idea che il “nostro” fantasy era un patrimonio di luoghi, leggende, miti e meraviglie che aveva pochi punti di contatto con gli stilemi anglosassoni tipici.

I temi della morte e dell’immortalità, della ricerca di tesori che infondono poteri, anche malefici, della lotta sempre epica tra il bene e il male, delle magie cosmiche etc. nel fantasy nostrano appaiono sfumati, sembrano più leggeri e bizzarri.

Tutto questo, il Vendramino, Gurdjieff, i neoplatonici, κατα κυμβας, e il fantasy mediterraneo furono discussi animatamente in una memorabile serata che segnò la spaccatura con il Padre Ulpa.

Massimo L., aristotelico per definizione e convinzione, attaccò il neo platonismo con argomenti ben costruiti, trovò la storiella dei Vendramini una gustosa goliardata, κατα κυμβας un richiamo troppo esplicito alle comunità dei primi cristiani più che al mito della grotta e il fantasy mediterraneo una debole costruzione intellettuale. Insomma la macedonia non incontrò il suo gusto. Ma proprio quella sera cominciò la lunga gestazione di Kata Kumbas.

Continua…

 

Mauro Longo
Mauro Longo
Articoli: 1348

7 commenti

  1. Grazie, grazie, grazie. Che regalo fai alla mia pre-adolescenza con questa ricostruzione. Sono entusiasta del ritorno di Kata Kumbas, spero con una miriade di avventure all’altezza delle originali (quante vv ho giocato il Cimitero del Pellegrino? 8, 9? Boh?)

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *