premio albedo

Da sempre, le letterature dell’immaginario sanno farsi portavoce di istanze tanto universali quanto contemporanee: traslando conflitti, ipotesi e problematiche in contesti differenti da quelli di partenza, esse permettono di esplorarne la natura, di navigarne i confini e di metterne alla prova potenziali soluzioni. Il legame tra le letterature dell’immaginario e il mondo reale è sotteso, ma radicale.

Ogni narrazione appartenente ai generi fantascienza, fantasy, horror, weird… utilizza la propria cassetta degli attrezzi per creare specchi della nostra realtà. Specchi riflettenti, deformanti, distorcenti, che ci rimandano figure cambiate, eppure familiari.

Questa ambiguità di fondo è ripresa dal termine “albedo”; che indica sia la capacità di una superficie di riflettere la luce, sia il nome di un fondamentale processo alchemico (la trasmutazione del piombo in argento).

Un nome che concilia scienza e magia, per un Premio che vuole incentivare narrazioni che riflettano il nostro mondo in un’altra luce, facendo emergere l’argento che si nasconde nel piombo.