Quanto è verosimile il vostro fantasy? La Scuola Nera dei Salomonari

Scuola Nera

A lezione di Magia Nera, Negromanzia e Demonolatria. La leggenda della Scuola Nera, della Scholomanzia e dei Salomonari, dall’antica Dacia a Bram Stoker!

Lasciate perdere Hogwarts ed Erripotte.

Nelle appendici al suo romanzo Zeferina, Riccardo Coltri riporta le leggende italiane sulla Scuola Nera, una sorta di accademia di magia rinascimentale / premoderna il cui maestro era nientemeno che il Diavolo in persona. Gli scolari ammessi erano sette (o dieci, o tredici) e altrettanti anni – sette, dieci, tredici – durava la scuola stessa secondo il folklore. Gli Scolari erano noti anche come “Veneziani” o “Vaganti” e, nel sud Italia, “Greci di Levante”. Dopo e durante la Scuola Nera, gli Scolari viaggiavano soli per l’Italia e il mondo, vestiti di nero e con sotto il braccio il Libro del Comando, il più famoso tomo di stregoneria dei secoli passati.

Questa tradizione folkloristica italiana, sicuramente non originalissima, ha diversi elementi di congiunzione con le leggende dei Benandanti (vagare per il mondo, gli adepti che si riconoscono perché settimini o nati con la camicia o settimi figli di settimi figli…) ma soprattutto con quella dei Salomonari / Scholomanti di Romania.

Facciamo un passo indietro.

In “Dracula”, Bram Stoker cita uno strano dettaglio del passato del suo tetro antagonista.

“I Dracula, dice Arminius, erano una grande e nobile stirpe, anche se di tanto in tanto ci furono rampolli ritenuti dai contemporanei di aver avuto rapporti con il Maligno. Hanno imparato i suoi segreti in Scolomanzia, tra i monti sopra il lago di Hermannstadt, dove il diavolo pretende che ogni decimo studente gli appartenga.”

“Ha osato anche partecipare alla Scolomanzia, e non c’era nessun ramo del sapere del suo tempo in cui non si cimentasse.”

Bram Stoker non fa altro che ripescare leggende e miti rumeni, e appiopparli al suo vampiro per aumentarne l’aura di mistero e giustificarne (forse) i poteri oscuri. Un testo di folklore dell’europa orientale ci spiega qualcosa in più su chi siano questi Scholomanti / Solomonari:

“Nella mitologia rumena, i Salomonari (Solomonar) si trovano al confine tra il mondo degli esseri fantastici e quello degli esseri umani. Avendo dei poteri soprannaturali, i Solomonar sono degli uomini-maghi che hanno imparato i segreti della magia in una scuola segreta (sotterranea?) di “Salomoneria”. I Solomonar sono scelti tra coloro che sono nati con una ”copertura” sulla testa (nati con la camicia), o ultimi di 7 fratelli, e frequentano la scuola di Salomoneria per 7 anni dove si impara a leggere e scrivere nel linguaggio segreto dei Solomonar. Dopo 7 anni di apprendimento, si arriva a conoscere tutti i misteri del cielo e della terra, come il leggendario Re Salomone li conosceva.”

Re Salomone è ovviamente inteso come un leggendario patrono delle arti magiche, secondo una diffusissima tradizione antica e medievale: lui era in grado di calmare le tempeste, imprigionare demoni e geni, comandare gli esseri inferiori. La parola ”Solomonar” sarebbe tuttavia attestata nel rumeno solo dal XVII secolo, mentre la figura di questi stregoni della Scuola Nera è molto più antica.

Una versione ibrida del termine, Scholomonariu, appare in un dizionario del 1781, giustificando in qualche modo come precedente la versione Scholomante, Scholomancer e Scholomanzia. Insomma, la versione “con Re Salomone” è una traslitterazione successiva, e il termine più corretto è quello della Scholomanzia di cui parla Dracula.

A sua volta, questa “Magia della Scuola (Nera)” affonda le sue radici nel folklore rumeno e forse nella tradizione più antica, quella della Dacia. Hultan e Zgriminti sono altri nomi medievali di questi stregoni, che hanno un diretto parallelo (forse il tratto d’unione con Venezia) nei serbo-croati Garabancijaš dijak “Scolari di Stregoneria?”.

Per quanto riguarda l’ascendenza dacica, in questa terra, conquistata dai Romani nel III secolo d. C. erano diffusi dei mistici ricordati dalle fonti: i Kapnobatai o Capnobatae “Quelli che camminano tra le nuvole” che avevano tra le altre cose proprio il controllo dei fenomeni atmosferici. Un altro culto molto diffuso in questa terra era quello di Zalmoxis, il dio demone della magia e dell’oltretomba, che etimologicamente è molto vicino a “Solomonar” e Salomone.

E se la Scuola Nera dei Veneziani, di Dracula e degli Scholomanti rumeni fosse la stessa cosa? E se fosse esistita davvero, se non altro come tradizione esoterica segreta d’Europa?

Meditate gente… meditate!

Approfondimenti e libri su

Zeferina

I Benandanti

Dracula – Biografia

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Mauro Longo
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