Sopravvivere a una Apocalisse Zombi

Un’avventura a bivi ambientata in una New York invasa dai morti viventi e dove il protagonista sei TU, alla disperata ricerca di un modo per sopravvivere all’Apocalisse Zombi e trovare un rifugio e una salvezza che, quasi sicuramente, nemmeno esistono…

Con i suoi 114 paragrafi e 50 finali, le scelte multiple di fine paragrafo e la mancanza di qualsiasi apparato regolistico, Can You Survive the Zombie Apocalypse si configura come uno “Scegli la Tua Avventura” molto cresciuto. Il paragone non è peregrino, perché il numero di paragrafi e finali è in linea con gli standard dei libriccini suddetti, eppure le differenze sono altrettanto importanti.

Innanzitutto le dimensioni: il libro di Max Brallier è un bel volumotto spesso, di dimensioni più o meno doppie di quelle di uno SLTA e con un numero di pagine che arriva a sfiorare le 400. Come è facile calcolare, i paragrafi sono lunghi in media 3-4 pagine, con una narrazione che riesce a snodarsi compiutamente attraverso i vari rami della trama, molto meglio che nei paragrafi ben più brevi della maggior parte di avventure a bivi e librogame.

I diversi percorsi dell’intreccio non si intersecano mai, ma vanno via via allontanandosi tra loro, esplorando zone sempre diverse di New York, incontrando personaggi e comprimari ogni volta differenti e sviluppandosi sempre indipendentemente l’uno dall’altro. La maggior parte dei percorsi occupa circa 5-8 paragrafi (e una ventina di pagine complessive), prima di risolversi in un finale: una struttura abbastanza regolare che preferisce puntare sul numero delle alternative (e delle riletture) piuttosto che su sviluppi della trama troppo lunghi.

Nonostante ci sia una sola “the end” rispetto a 49 “an end”, non è solo l’ultimo capitolo a rappresentare la vittoria, ma ci sono molti finali degni di nota, positivi o tragici che siano, nei quali il protagonista avrà conquistato un suo dignitoso posto al sole. In tutte le altre conclusioni della vicenda, la fine del lettore sarà atroce, desolata o triste con orride e puntuali descrizioni dell’infierire dei morti viventi sulle sue carni.

Anche le immagini a tutta pagina (12) ricordano un po’ il formato dei più esili SLTA: in questo caso però il tema ricorrente non è ameno o infantile, ma sempre e solo a tema “morti viventi”.

Al contrario di quanto accade in molti SLTA, invece, i percorsi e i finali alternativi non “riscrivono” ogni volta la trama di fondo, che si mantiene sempre uguale e costante, qualsiasi siano le scelte del giocatore-lettore: gli Zombi irrompono dal Mount Sinai Hospital e si spargono per tutta New York, per poi invadere il mondo. In questo scenario di distruzione, orrore e terrore totali si muoverà il protagonista della storia, tentando le varie possibilità offerte dal libro per scamparla, salvare qualche innocente e trovare un punto sicuro dove continuare a sopravvivere…

Il libro mi pare ben scritto (per le mie conoscenze di inglese), il tono è scanzonato e divertente, con una giusta dose di linguaggio gergale, quotidiano e giovanile e molte sono le situazioni trash, come da stilemi del genere. Tutti i cliché delle storie di zombi ci sono e sono ben adattati alla trama: i militari freddi e spietati, l’isteria collettiva e individuale, i saccheggiatori, i sopravvissuti, la descrizione variegata degli zombi incontrati, le armi da fuoco, gli elicotteri, le esplosioni, lo yacht o la moto su cui fuggire, le bande di bikers e chi più ne ha…

Anche lo scenario di New York è ben vivo e rappresentato: potremo infilarci nella metropolitana o barricarci in un isolato di appartamenti, entrare in un bar o puntare alla Liberty Island, sgusciare in uno strip club o puntare allo Yankee Stadium, conquistare l’Empire State Building o distruggere il Madison Square Garden, cercare disperatamente un taxi o dirigerci a Central Park, fuggire dalla città verso il New Jersey o provare a difendere il MET.

Come una sorta di guida turistica in chiave zombi, l’autore ci tiene a portare il lettore via via nei diversi punti caratteristici della città, per fargli godere di ogni dettaglio e situazione che la grande mela marcia può offrire.

Il mio voto è assolutamente positivo per quanto riguarda lo stile, il linguaggio, le situazioni, le citazioni infinite, il tono pulp-sarcastico-orrido e ironico allo stesso tempo. C’è molto mordente e si vivono grandi scene d’azione, emozione, avventura, eroismo e orrore allo stato puro.

Max Brallier, autore del libro

Giocabilità: 8. Non ci sono regolamenti o meccaniche: bisogna solo compiere delle scelte e seguire l’andamento della trama. Le scelte sono tutte interessanti e intelligenti e quelle che portano ad una fine ingloriosa sono facili da individuare per un lettore attento. Vengono sempre premiati il coraggio, l’intelligenza e la conoscenza degli zombi e non ci sono finali “pazzi”. Il voto sull’aspetto ludico non è il massimo perché effettivamente l’interattività è un po’ sacrificata rispetto alla componente narrativa.

Difficoltà: 9. Il libro mi sembra ben bilanciato. Tutte (o quasi) le scelte sono lecite e per raggiungere uno dei finali positivi basta solo ragionare con intelligenza, scegliendo quello che al nostro posto farebbe un qualsiasi eroe pulp di storie di zombi.

Longevità: 10. La struttura del libro, i 50 finali diversi (tutti godibilissimi), la possibilità di declinare tutte le possibili varianti di un’Apocalisse Zombi e di esplorare la città di New York garantiscono una elevatissima voglia di giocare e rigiocare il libro fino ad averne letto ogni paragrafo. Longevità totale.

La chicca: Ficcarsi in uno strip club, essere assaliti da un branco di Zombi-Strippers, venire salvati da una spogliarellista ninja armata di katana, fuggire con lei in limousine verso lo Yankee Stadium, irrompere in mezzo alla finale di stagione mentre i 52.000 spettatori diventano zombi e fanno invasione di campo, schierarsi a cerchio con gli Yankees, impugnando la mazza da baseball di Babe Ruth fianco a fianco alla spogliarellista-ninja e al capitano della squadra e infine essere salvati da un elicottero in mezzo a decine di migliaia di zombi. Non ha prezzo!

Voto finale: 9. Un libro eccezionale, indispensabile agli amanti della narrativa interattiva e/o a quelli degli Zombi.

Questa recensione è apparsa su Librogame’s Land
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Mauro Longo
Mauro Longo
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6 commenti

  1. il mercato è certamente ristretto, ma qualcuno li fa ancora, compresi certi titoli storici che un tempo arrivavano pure in Italia (lupo solitario della Mongoose e fighting fantasy/dimensione avventura della Icon Books). Questo degli Zombi è un fuori serie, ma se vuoi dare un’occhiata alle novità del mercato di questi mesi puoi cercare in questi articoli:

    http://maurolongo.wordpress.com/2012/04/09/giocare-ancora-ai-librogame-nel-2012/

    http://maurolongo.wordpress.com/2012/04/08/il-lupo-il-mostro-e-il-circo-tenebroso/

    In ogni caso Amazon.co.uk è piena di librogame da spedire…

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