La fantascienza non è un monolite immobile: è un organismo che muta, si ramifica e corre veloce. Durante l’ultimo MerCoLibrì, abbiamo scoperto che per non perdersi in questo labirinto serve una mappa aggiornata. Ce l’hanno portata Andrea Viscusi e Angela Bernardoni, curatori dell’imponente “Anatomia della Fantascienza” (Lumien).

oltre il “non capisco”: un manuale d’uso per il presente
La chiacchierata (condotta da Mario Pesce e Giovanna Repetto) ha messo in luce un aspetto fondamentale del volume (quasi 500 pagine!): non è un’enciclopedia polverosa, ma un vero e proprio manuale d’uso. Gli autori hanno diviso il lavoro in cinque parti essenziali per smontare i pregiudizi di chi dice “la fantascienza non fa per me” e per dare strumenti solidi a chi invece ci vive dentro.
Si parte dalle definizioni per arrivare agli archetipi (chi ha paura dell’infodump?), passando per una ricognizione fondamentale della scena italiana.
le etichette come bussola, non come gabbia
Uno dei punti più interessanti toccati nella discussione riguarda l’uso delle etichette. Spesso viste con sospetto, definizioni come cyberpunk, solarpunk o slipstream sono state riabilitate da Andrea e Angela come strumenti descrittivi necessari. Non servono a chiudere un’opera in un recinto, ma a dare le coordinate geografiche a lettori e critici per navigare in un mare di pubblicazioni. Come emerso nel dibattito, sapere “dove ci troviamo” aiuta a godersi il viaggio.
una comunità che scrive e si incontra
Il libro non parla solo di testi, ma di persone. Grande spazio è stato dedicato al concetto di comunità: dai premi letterari (Hugo, Urania) ai festival come Stranimondi, che rappresentano il cuore pulsante della scena. Inoltre, la sezione dedicata a chi vuole scrivere fantascienza offre consigli pratici che vanno oltre la tecnica, entrando nel merito di come si costruisce un mondo credibile oggi.
Curiosamente, gli autori hanno ammesso di auspicare una “obsolescenza programmata” per il loro lavoro: la fantascienza corre così tanto che questo libro dovrà necessariamente essere aggiornato in futuro. Ed è giusto così.
🎥 guarda la registrazione
Se volete capire perché “Anatomia della Fantascienza” dovrebbe stare nella libreria di ogni appassionato (o aspirante tale), recuperate la video-chiacchierata qui sotto.
il consiglio della dimora: usate questo libro per esplorare territori che non conoscete. Se amate il giallo, cercate i sottogeneri mystery fantascientifici mappati nel testo; se amate la politica, tuffatevi nella distopia sociale. C’è un futuro per tutti i gusti.



