C’è un momento in cui le parole sui social non bastano più, in cui il senso di impotenza davanti all’orrore delle immagini che arrivano da Gaza diventa un peso troppo grande per restare in silenzio. È da questo “shock collettivo” che è nata la serata di ieri, trascorsa insieme nell’auditorium della biblioteca Bruschi-Sartori, una di quelle presentazioni che partono dai libri per arrivare alla realtà viva.
Al centro del tavolo, l’antologia “Immaginando Gaza”, un progetto editoriale che è, prima di tutto, un atto di resistenza civile e creativa.

Come nasce un’idea contro l’oblio
L’idea, come ha raccontato il curatore Giampietro Stocco, è nata da una reazione quasi viscerale a un progetto agghiacciante: l’ipotesi, ventilata da figure come Trump, di radere al suolo Gaza per ricostruirla come un gigantesco resort di lusso sul Mediterraneo. Una sorta di “Las Vegas artificiale” costruita sulle ossa e sulla cancellazione della memoria di un popolo.
«Cosa può fare uno scrittore di fronte a questo macello?» si è chiesto Stocco. La risposta è stata un appello a cui hanno risposto in tanti: autori di genere, fumettisti e illustratori, come Attila Schwanz (celebre firma di Dylan Dog), che ha regalato una copertina di fortissimo impatto. Il risultato non è un libro per guadagnare — nessuno degli autori riceverà un centesimo — ma una missione: l’editore Silvio Sosio ha già anticipato 3.600 euro, e tutti i proventi andranno a Medici Senza Frontiere per sostenere il loro lavoro sul campo a Gaza.
Tre sguardi sul futuro (e sul presente)
Durante l’incontro, abbiamo ascoltato alcuni frammenti dei racconti letti direttamente dagli autori presenti, che usano la lente della fantascienza e del “genere” per leggere l’asimmetria brutale di questo conflitto.
- Nico (Domenico Gallo) ci ha portati dentro una “Trump City” distopica, dove una ragazza palestinese è costretta a lavorare con la divisa da resort, in un mondo dove i giovani non sembrano superare i trent’anni e il braccialetto elettronico è l’unica alternativa al campo profughi.
- Mario Pesce, con il suo racconto “Sabbia grigia”, ha toccato il tema della memoria attraverso gli occhi di una bambina, Mia, che gioca tra case nuove e scatoloni robotici, mentre il ricordo di una volpe diventa il simbolo di una natura e di una storia che resistono e non vogliono essere cancellate.
- Giampietro Stocco ha invece dato voce a un “sintetico”, un’entità digitale che partecipa alla costruzione di grattacieli alti 700 metri su una Gaza “vetrificata”, dove i superstiti sono solo “feccia” funzionale al progetto.

Oltre le macerie: il dibattito
La serata si è poi accesa nel dialogo con il pubblico, toccando temi spinosi come l’etica della ricostruzione e il fallimento della diplomazia internazionale. Si è parlato della “teoria dello spazio vitale” e di come la pulizia etnica passi spesso attraverso l’architettura e l’obliterazione dei luoghi.
Nonostante il pessimismo dettato dalla cronaca, è emerso un barlume di speranza legato proprio alla memoria. È stata citata l’associazione Parents Circle, dove genitori israeliani e palestinesi che hanno perso i figli si uniscono nel dolore per dire basta alla violenza. «Forse un giorno — è stato detto durante il dibattito — un bambino israeliano chiederà a suo padre cosa ha fatto a Gaza, proprio come i giovani tedeschi hanno chiesto conto ai padri della seconda guerra mondiale».

Perché leggere questa antologia?
Perché, come ricordato in chiusura, in un mondo che sembra aver perso i valori, l’arte e la cultura restano strumenti per tenere alta l’attenzione e per fare del bene in modo concreto.
Il libro è disponibile sul sito di Delos Digital e nelle principali librerie online. Comprarlo significa non solo leggere storie di grande qualità letteraria, ma anche inviare un aiuto reale a chi, in questo momento, sta cercando di salvare vite tra le macerie.
Passate al circolo e al nostro gruppo di lettura Il Gioco dei Mondi presso la biblioteca per parlarne, il dibattito è solo all’inizio: inviate le vostre riflessioni e le vostre proposte di lettura a gruppodilettura@ladimoragdr.it



