Analemma: quando l’astrofisica costruisce mondi (due chiacchiere con Daniele Malafarina)

Cosa succede quando un astrofisico decide di scrivere fantascienza, ma invece di annoiarci con le equazioni usa la scienza per dipingere un acquerello? Succede che vince il Premio Odissea.

Nell’ultima diretta sul nostro canale abbiamo avuto il piacere di ospitare Daniele Malafarina, autore del romanzo “Analemma” (Delos Digital), per una conversazione che ci ha portati dalle steppe del Kazakistan alle orbite geosincrone, passando per la grande tradizione della science fiction sociologica.

non è una signora (è geometria celeste)

La prima cosa da chiarire – e Daniele lo fa con il sorriso – è il titolo. Non stiamo parlando di una certa “Anna Lemma”, ma dell’analemma: quella particolare figura a forma di 8 che il sole descrive nel cielo se lo si fotografa ogni giorno alla stessa ora per un anno intero. È proprio questo concetto astronomico a fare da chiave di volta a tutto il romanzo.

Malafarina, che di mestiere fa l’astrofisico (e si sente), ha immaginato un pianeta in orbita geosincrona: rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella. Questo crea un mondo diviso tra un deserto rovente e un ghiacciaio perenne, dove la vita – e la civiltà – può fiorire solo in quella sottile striscia d’ombra, una sorta di “zona del crepuscolo” abitabile. Qui, l’analemma non è una curiosità da fotografi, ma la chiave della scoperta del ciclo vitale che detta i ritmi della biologia, della religione e della politica.

worldbuilding: oltre i soliti cliché

Uno degli aspetti più affascinanti emersi dalla chiacchierata è la genesi culturale di questo mondo. Daniele ha vissuto e viaggiato a lungo tra Polonia, Cina e Kazakistan, e queste esperienze permeano le pagine del libro. Dimenticate le solite ambientazioni anglo-centriche o i rifacimenti tolkieniani. Le civiltà di Analemma respirano l’aria dell’Asia Centrale; si muovono lungo una striscia di terra che ricorda una Via della Seta monodimensionale, costretta dalla fisica del pianeta.

È una fantascienza “radicata”, dove la plausibilità scientifica è totale ma resta sullo sfondo. Un esempio citato dall’autore che ci ha colpito? L’atmosfera del pianeta è leggermente più densa di quella terrestre. Daniele non ce lo dice con una tabella di dati, ma facendoci notare che le foglie cadono più lentamente e che certe creature possono volare come vele viventi. È la regola aurea dello show, don’t tell applicata alla fisica planetaria.

tra le guin e il ritmo del weekend

Se la base è scientifica, l’anima del romanzo guarda ai grandi maestri. Malafarina cita Ursula K. Le Guin per l’attenzione alle strutture sociali e Arthur C. Clarke per il rapporto tra scienza e narrazione, ma anche opere come Anathem di Neal Stephenson o il meraviglioso Un Cantico per Leibowitz.

Nonostante i riferimenti “alti”, l’obiettivo dell’autore era scrivere un libro godibile, dal ritmo sostenuto, con capitoli brevi pensati per essere letti in un weekend. Il tono è volutamente “laico” e sobrio: Daniele preferisce un approccio espositivo che lasci al lettore lo spazio per interpretare, senza imporre digressioni emotive eccessive. E poi ci sono i gatti. In una delle città del libro i gatti hanno un ruolo… particolare. Non vi diciamo quale (l’autore stesso ci ha sfidato a trovare riferimenti simili in altre opere), ma è un dettaglio che aggiunge un ulteriore livello di mistero.

il futuro dell’universo di analemma

La buona notizia per chi ama le saghe (ma odia i cliffhanger) è che “Analemma” è solo l’inizio, ma è una storia completa. Il progetto di Malafarina prevede altri 3 o 4 romanzi ambientati nello stesso universo, tutti autoconclusivi ma collegati da un filo rosso che potrebbe, alla fine, svelare un disegno molto più ampio legato nientemeno che al Paradosso di Fermi.

🎥 rivedi l’intervista completa

Se volete scoprire perché scrivere in una lingua non nativa è difficilissimo (anche se vivi all’estero da anni), sentire qualche aneddoto sul precedente romanzo “collettivo” dell’autore o semplicemente ascoltare Daniele raccontare la sua passione per l’astronomia, recuperate la diretta qui sotto.

il consiglio della dimora: leggete Analemma se cercate una fantascienza che vi porti in luoghi esotici (letteralmente) e che rispetti la vostra intelligenza di lettori. E se trovate l’errore scientifico (ce n’è uno solo, parola di astrofisico!), scrivetecelo nei commenti!

Redazione
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